Forum BdR 2015 Sessione Plenaria: “È il crowdsourcing, bellezza!”

Nel solco già tracciato dell'open innovation si parla sempre più di crowdsourcing. Ovvero quel modello di
business nel quale un soggetto richiede lo sviluppo di un servizio o un prodotto ad un insieme di persone. Chiede
una prestazione ad una "folla" di potenziali fornitori, che possono quindi operare in competizione aperta tra di
loro o aggregarsi in team e tendere, in cooperazione, alla miglior soluzione possibile.
L’accezione più conosciuta è quella in cui un’azienda affida un compito ad un ampio gruppo di persone, esterne
alla stessa, di modo da ottenere una moltitudine di possibili soluzioni, anche estremamente eterogenee tra
loro. La formulazione è dunque quella di una gara, al termine della quale la proposta vincente verrà adottata e
pagata dall’azienda promotrice. Quest’ultima ottiene pertanto un ottimo risultato con tempi e costi ridotti
rispetto ad uno scenario tradizionale, ottenendo peraltro una serie di preziosi spunti sull’argomento oggetto
del contest.
A rispondere al brief, ossia alle indicazioni lasciate dal committente, sono spesso freelance e consulenti, che
mirano non solo alla controparte economica ma soprattutto al ritorno di immagine. Ma in generale i
partecipanti possono essere professionisti di vario livello che generano opere di qualità proporzionale alla loro
esperienza e che allo stesso tempo possono operare su un panel di sfide molto ampio e variegato. Inoltre,
possono stringere alleanze strategiche con altri esperti, che magari presentano competenze complementari
alle proprie.
Nell’attuale scenario di crisi economica ed industriale, di difficoltà nella generazione di nuova occupazione,
modelli come quello del crowdsourcing trovano sostenitori ed esempi di applicazione sempre più interessanti.

Relatori